L'appello di Francesca Romeo per il padre Tommaso, alla luce della nuova sentenza della Corte Costituzionale

I o ero disposta a sposarmi lì a Padova, con pochissimi parenti, soprattutto quelli stretti: mi è stato negato, mi hanno chiesto se volevo sposarmi in carcere: nella cappella del carcere. Mio padre non ha voluto assolutamente: è sempre un carcere, un posto squallido"... Sono alcune delle dolenti dichiarazioni di Francesca Romeo, figlia di Tommaso Romeo, cui era stato negato permesso anche solo per assistere alle nozze della figlia: calabrese, da 28 anni al carcere ostativo. Suo padre non aveva voluto: soprattutto per lei, per non farla sentire a disagio. Tommaso Romeo era già mortificato, perchè il regime di alta sicurezza gli impedisce di lavorare; una situazione che non è una sua colpa, perchè il lavoro in carcere è un beneficio: lui ne è escluso, nonostante aiuterebbe se stesso, offrendo anche un contributo costruttivo alla società. Eppure, Tommaso Romeo, un tempo coinvolto nella cosca D'Agostino-Belcastro-Romeo, ed in un tentativo di staccarsi dal predominio di un cugino della famiglia D'Agostino, che spadroneggiava in diversi luoghi della Calabria, culminata in una escalation di violenze, è da tantissimi anni impegnato in un percorso di giustizia riparativa. Un percorso che confuta l'idea che si possa essere, automaticamente, "cattivi per sempre", per il solo motivo di non avere collaborato con la giustizia: posizione spesso dovuta, in realtà, alla motivazione di non volere esporre familiari al rischio di rappresaglie, oltre al non voler mettere un altro al proprio posto... La ricerca di giustizia non solo distributiva, ma anche riparativa, ha visto Francesca aiutare e motivare in modo speciale il padre: una sua lettera era stata letta da Papa Francesco lo scorso anno: il Papa stesso aveva più volte preso posizione contro la pena fino alla morte, nella sua vicinanza agli ultimi,e per spezzare la catena del male. Nella sua vicinanza al papà, che ha aiutato a vivere ogni giorno, Francesca è divenuta amica di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato eroe del 1992: un magistrato del quale è molto bello ricordare anche una frase molto ispirata, per cui una scintilla divina fosse presente anche in coloro che un tempo avessero commesso dei delitti. Tommaso Romeo da anni ha ripreso gli studi, incontra familiari delle vittime e ragazzi nelle scuole, ed è attivo anche nell'associazione e nell'omonimo giornale "Ristretti Orizzonti", supervisionato dalla volontaria Ornella Favero, attiva anche nell'associazione "Granello di senape"… Le speranze di Francesca Romeo sono riposte anche in diverse sentenze della Corte Costituzionale, la più alta giurisdizione d'Italia, che a più riprese ha definito incostituzionale il carcere automaticamente ostativo: nell'aprile 2021 si è pronunciata anche a favore della liberazione condizionale degli ergastolani ostativi. Del resto, non è neppure logico cristallizzare del tutto un passato superato, in persone cambiate mentalmente fisicamente: le loro stesse cellule sono morte e nate innumerevoli volte: sono persone nuove, messe come in stato di morte da vive... Nella testimonianza che ho raccolto, emerge che un altro aspetto che può nutrire la speranza era stata la revoca del 41 bis a Tommaso Romeo: esperienza che fu, comunque, tra e più alienanti. "Lì fanno proprio la fame", ricorda Francesca, che rievoca le limitazioni alimentari gratuite, in quanto forme di tormento quotidiano, e ricordando che perfino l'acqua era poca, per spezzare la volontà. Non erano rare le perquisizioni a manetta: denudati, a volte parecchie volte al giorno, nel caso di certi detenuti, forse per fare impazzire... Forme di tirannia su corpo e mente, che Francesca spera intensamente siano del tutto alle spalle: ora che il padre ha trovato un ambiente molto più umano nel carcere di Padova, che favorisce la crescita etica della sua coscienza, l'auspicio più pieno è che il padre potrà esser messo gradualmente alla prova fuori dal carcere. "Sono orgogliosa di lui in quanto padre [...], però non l'ho mai giustificato, io. [...] Posso mettere la mano sul fuoco che non sbaglierà: non sbaglierà, perchè sa cosa vuol dire aver sbagliato". [...] "Lui pubblicamente si è dissociato da comportamenti illegali. " [...] "Uno Stato che abbia paura di un uomo così, non si dimostra uno Stato forte". [Questo articolo è stato pubblicato sul giornale "il Riformista", nella versione on carta stampata e telematica]



Antonella Ricciardi