Comunità Politica di Avanguardia

L a Comunità Politica di Avanguardia, movimento politico la cui espressione giornalistica è il mensile Avanguardia, rappresenta per molto versi un fenomeno particolare nel mondo variegato della destra radicale, e, più generale, del fronte antimondialista. Il giornale Avanguardia esiste dal 1982, storicamente fu organo del Fronte della Gioventù, ed è notoriamente divenuto autonomo dal 1991, anno dell'uscita dal Movimento Sociale Italiano dei

suoi più noti redattori. La Comunità Politica di Avanguardia ha tra i propri punti fermi ed originali la critica all'involuzione del M.S.I. che, nato seguendo gli ideali di onore, Patria e di una terza via tra capitalismo e marxismo, col passare del tempo cominciò a svolgere un ruolo di servizio al sistema, orientandosi verso l'anticomunismo molto più che verso l'antiamericanismo. Tutto questo, sfruttando la buona fede di tanti militanti. Un'involuzione, dunque, verso posizioni spesso sostanzialmente conservatrici e giustizialiste, culminate nella trasformazione completa (e tristemente chiarificatrice) della leadership di Gianfranco Fini, che definitivamente ha ripudiato il fascismo per abbracciare il sionismo ed i suoi ovvi corollari: una politica a favore della globalizzazione, dell'imperialismo guerrafondaio americano, dello smantellamento dello Stato sociale.... Quello che la Comunità Politica di Avanguardia evidenzia nel modo più originale e radicale rispetto ad altri movimenti di area è che le radici di tale involuzione siano antiche ed inscritte nel codice genetico politico di tanti pseudorivoluzionari di un tempo: ancora ad esempio Gianfranco Fini, che fino agli anni '90 definiva Mussolini il migliore statista del secolo, in realtà già circa 20 anni prima dichiarava di essere divenuto di destra imparando a "tifare" (termine non proprio esaltante, parlando di una guerra) per gli americani invasori contro i guerriglieri vietnamiti, durante una visione cinematografica del film "Berretti verdi", con John Wayne.

Esponenti della Comunità Politica di Avanguardia a Fermo nel 2004

Era strumentale Fini quando esaltava Mussolini o quando lo ha rinnegato in nome del liberalcapitalismo e dell'abbraccio al gruppo ebraico-massonico B'nai B'rith? Senz'altro, per la Comunità Politica di Avanguardia, Fini era inautentico quando si "travestiva" politicamente da fascista, per poi solo apparentemente in modo incoerente approdare alla stigmatizzazione del fascismo quale male assoluto ed al considerare la Repubblica di Salò una vergogna. A chi si stupisce oggi di ciò bisognerebbe ricordare inoltre che già nel 2000 Fini dichiarò che, se fosse vissuto all'epoca della Seconda Guerra Mondiale, avrebbe fatto il partigiano: più chiaro di così...

Manifestazione della Comunità Politica di Avanguardia

La Comunità Politica di Avanguardia valorizza quindi la ricerca storica, che spiega come l'involuzione di A.N. fosse in realtà prevedibile, come avevano già previsto le menti più lungimiranti: tra queste persone, Berto Ricci, il quale, criticando la propensione a prendere in esame solo l'anticomunismo rispetto alla critica all'imperialismo a stelle e strisce, che in realtà sarebbe dovuta essere maggiore rispetto a quella nei confronti del sistema marxista, espresse ciò con queste inequivocabili parole: "non possiamo sentirci più vicini a Londra parlamentare e conservatrice, a Parigi democratica e conservatrice che a Mosca comunista... L'antiRoma c'è ma non è Mosca. Contro Roma, città dell'arte, sta Chicago, capitale del maiale" (da "Il Fascismo impossibile", Il Mulino, Bologna 1994). La Comunità Politica di Avanguardia, che opera per l'unità politica del Fronte antimondialista, e contro il sistema capitalista-usurocratico, s'impegna per far seguire le parole ai fatti: prova ne sono i contatti politici solidali ed amichevoli creati da esponenti della Comunità con politici iraniani, con studenti palestinesi (ad esempio in un'iniziativa del 1992, testimoniata da un numero del giornale Avanguardia dell'ottobre di quell'anno...) ed anche con militanti di sinistra radicale aperti al dialogo (apertura testimoniata dalla felice collaborazione, ad esempio, con le Edizioni Malatempora, che certo di destra non sono...).

Gli esponenti del gruppo politico, poi, sostengono una visione ecologista, contrastando tra l’altro la vivisezione nei confronti degli esseri più indifesi: gli animali. Altro elemento significativo è l’importanza data agli studi più scientifici riguardo il revisionismo storico sulla Seconda Guerra mondiale ed il periodo di poco precedente a questa. La Comunità Politica di Avanguardia rifiuta inoltre la figura dell'esponente di destra che si accanisce contro i diversi, e che fa della prepotenza e del sistema economico costruito sulla pellle dei più svantaggiati la propria regola di condotta. Inoltre, la Comunità Politica di Avanguardia crede nella pari dignità spirituale delle grandi tradizioni religiose umane, diverse espressioni antimaterialistiche dello Spirito: la rivista che esprime queste idee, infatti, non ha un orientamento anticristiano o anti-mussulmano o antibuddhista o anti-induista o anti-zoroastriano, e così via . Infatti il giornale vede già da tempo la collaborazione congiunta di seguaci di tendenze spirituali diverse: ad esempio neopagane, cristiane-tradizionaliste, mussulmane. Queste tendenze spirituali, che storicamente a volte si sono evolute in modo parallelo, ma che in alcuni casi hanno dato vita anche ad alcune forme spirituali sincretiche, vengono congiunte in Avanguardia in una visione antiimperialista, avversa all'americanismo ed in particolare all'attuale governo neoconservatore ed al suo pseudoidealismo espresso dalle guerre a stelle e strisce.... Inoltre, la Comunità Politica di Avanguardia è avversa al sionismo ed all'idea di esclusivismo etnico-morale dell'Ebraismo. In questo senso, l'elaborazione del progetto geopolitico Eurasia-Islam è visto come il puntare l'attenzione sulle culture più reattive contro l'attuale sistema politico- economico, che drammaticamente sradica i popoli, rende i politici semplici servi dei banchieri, ed omologa contro la volontà dei popoli. La Comunità Politica di Avanguardia, invece, indica la propria via in un socialismo gerarchico e nazionale, che riconosca l'importanza delle radici tradizionali. Uno dei mali più radicali è infatti il relativismo assoluto, o tendente all'assoluto, che rischia di distruggere ogni valore: per questo, la Comunità Politica di Avanguardia mantiene i suoi punti fermi. Parlando di tendenza negativa al relativismo assoluto non si vuole negare l'importanza della contestualizzazione di situazioni e problemi, e dell'analisi dei conflitti, ma ci si riferisce a chi, fermandosi alle cause superficiali dei problemi, metta tra parentesi cose fondamentali, ed arrivi a forme di nichilismo (non nel senso positivo del soldato politico di Nietzsche, ma in quello del non proporre nulla). Un esempio più essere chiarificatore: benchè le opinioni pubbliche mondiali siano state a stragrande maggioranza contrarie all'aggressione angloamericana all'Irak, diverse persone hanno avuto una reazione tiepida, dicendo di essere sì contro la guerra, ma con molti se e molti ma, ad esempio ricordando che quella di Saddam era una dittatura, addirittura ipotizzando in modo infondato che senza l'intervento americano il regime di Saddam sarebbe magari caduto con un prezzo umano ancora maggiore. Ricordare i lati negativi del governo di Saddam Hussein, ad esempio l'avere spezzato l'unità del mondo islamico con l'aggressione all'Iran (supportata dagli americani ), la repressione indiscriminata contro i curdi, e così via, in sè è giustissimo, ma assolutamente non bisogna fermarsi a questo e non bisogna dimenticare quello che c'è dietro questi fenomeni. A parte il fatto che la guerra angloamericana ha avuto un prezzo troppo alto per cambiare il regime, e comunque non spetti agli occidentali cambiare quesi governi, Saddam era stato supportato dagli americani in funzione antikhomeinista, ed, al di là di certe degenerazioni del suo governo, l'ideologia del partito Ba'ath, che era con lui al potere, e che coniuga il patriottismo con l'anticolonialismo, l'antisionismo con il socialismo e con uno spiritualismo laico, è tra le più valide. L'antikhomeinismo degli Stati Uniti, inoltre, non deriva certo da un appoggio ai diritti umani, infatti le accuse americane in questo senso sono strumentali: ad esempio in Iran le donne votano, cosa che non accade in Kuwait, nel qual caso però gli americani non protestano, dati gli stretti legami politico-petroliferi con quella nazione. Per questo, la Comunità Politica di Avanguardia ha condannato in modo assoluto l'aggressione anglo-statunitense all'Irak, che rimane una delle pagine più ripugnanti della vita politica, e, secondo la molto valida scrittrice indiana Arundhati Roy, la guerra più vigliacca della storia, al pari di poche altre. Una posizione, quella della Comunità Politica di Avanguardia, molto diversa da quella di Adriano Sofri, già noto per il suo intransigente prosionismo (si può ricordare il suo famoso articolo "Il dovere di amare lo Stato d'Israele", recentemente pubblicato da la Repubblica), ed il quale prendeva delle distanze dall'intervento americano solo perchè temeva una sciitizzazione a livello di istituzioni politiche dell'Irak, che potesse prendere a sua volta il sopravvento sugli yankee invasori.... Sofri ignora volutamente che con Saddam l'Irak era comunque indipendente, con gli americani il Paese ha un governo del tutto opprimente e servo degli U.S.A. : non caso, solo per il 50% degli irakeni Saddam era un criminale, mentre il 95% di essi non vuole gli americani sul proprio territorio. La Comunità Politica di Avanguardia denuncia quindi senza mezzi termini la politica americana, i cui slogans sembrano riecheggiare quelli mistificanti del romanzo "1984" del grande scrittore inglese George Orwell ("La guerra è pace", "L'ignoranza è forza", "La libertà è schiavitù"), e che, con l'intensificarsi delle prevaricazioni, a tratti perde anche il pudore. Ecco infatti cosa ha dichiarato, addirittura a degli studenti irakeni, il segretario di Stato americano al Commercio Donald Evans, a Baghdad: "Gli Stati Uniti sono intervenuti militarmente in Irak non per difendere i diritti dell'uomo, ma per restaurare l'economia di mercato capitalista". D'altra parte, che gli Stati Uniti si muovano per interessi utilitaristici è la regola e non l'eccezione, per quanto ultimamente la cosa sia divenuta ancora più evidente, con l'attuale mondo unipolare. A questo proposito, si può ricordare la triste situazione di un'altra sfortunata terra, l'Afghanistan, dove gli statunitensi, quando gli faceva comodo (in funzione antimarxista) appoggiarono i talebani, e poi rovesciarono quel regime in nome di un concetto tutto proprio di pseudolegalità, e per i rapporti di quel governo col saudita Osama Bin Laden (altro ex amico degli yankee). Ecco il risultato infatti della Relazione Ufficiale dell'Ufficio O.N.U. di lotta al crimine e alla droga , redatto sul finire del 2003: "L'Afghanistan si è liberato dal giogo dei Talibani solo per cadere sotto quello dei narcotrafficanti". [Questo articolo è stato pubblicato sui seguenti giornali: Avanguardia, il Quotidiano di Caserta, Ciaoeuropa]



Antonella Ricciardi