Intervista ad Antonella Ricciardi condotta dall'agenzia giornalistica iraniana IRNA

IRNA: “Gentile Dott.ssa  Ricciardi - Quale può essere l’atteggiamento e il dovere dei  paesi pacifici e popoli liberi del mondo di fronte alla continua  uccisione del popolo palestinese e l’occupazione dei loro territori, ed  alle continue minacce guerrafondaie  del  regime sionista e il silenzio assordante della comunità internazionale? - Il silenzio dei paesi europei , specie del consiglio di sicurezza dell‘Onu ,  non è forse una complicità nei  crimini del regime sionista?”

RICCIARDI: “Credo che si possano contrastare i crimini di Stato israeliani su molteplici piani...quindi, a vari livelli. Certamente sono decisamente legittime e più che giuste delle sanzioni contro il regime sionista dello Stato d'Israele, che ne colpiscano l'economia: a questo proposito, possono essere particolarmente utili la sospensione dei trattati di collaborazione commerciale e militare con Israele (misura messa in atto di recente dalla Turchia, che ha bloccato la collaborazione tra i due Stati, dopo lo scellerato attacco che ha portato al massacro di molti pacifisti turchi che portavano aiuti umanitari alla Striscia di Gaza)ed il boicottaggio di una serie di prodotti israeliani di punta, specie di quelli provenienti dalle colonie abusive. Tentavi del genere ci sono già parzialmente stati, e vanno ripresi ed intensificati: sono attuabili, del resto, anche da singoli e da organizzazioni non governative. Sono, poi, da mettere in pratica contatti di collaborazione e sostegno a chi si opponga e resista ai crimini del governo israeliano. Il risultato maggiore lo si può ottenere con lo smantellamento dell'arsenale atomico israeliano, illegale, dato che il governo dello Stato ebraico non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare. L'informazione ha sempre un ruolo fondamentale nel divulgare ed approfondire le radici, gli sviluppi e le possibili soluzioni del conflitto per la Palestina. Ricordo che il progetto colonialista e razzista ai danni del popolo palestinese è antico e connaturato alla stessa ideologia sionista: moltissimi esempi, al proposito, sono possibili, per stessa ammissione dei dirigenti sionisti, e che dimostrano quanto gli abusi ai danni del popolo palestinese non sono stati sporadici, occasionali; ad esempio, già nel 1940, il dirigente ebreo sionista Yosef Weitz, uno degli organizzatori del piano Dalet, di pulizia etnica, esprimeva queste agghiaccianti intenzioni: "L'unica soluzione è espellere gli arabi. Non un solo villaggio nè una sola tribù devono restare"....e si tratta di un obiettivo ancora perseguito dai vari governi israeliani. Inoltre, i mass media possono contribuire a informare in maniera preziosa l'opinione pubblica, che a sua volta può aiutare a muovere i governi, quando questi sono onesti: a questo proposito, ricordo le molto recenti e giustissime, oltre che davvero coraggiose, dichiarazioni di un leader di punta latinoamericano, il presidente venezuelano Chavez, che ha definito il governo israeliano di Netanyahu, che ha voluto e lodato la strage dei pacifisti della Freedom Flotilla, "un governo di assassini e terroristi", ed il terrorismo di Stato, aggiungo io, è il peggiore, perchè ha dietro un intero apparato statale che lo supporta, non essendo opera solo di singoli e o di gruppi isolati. Quanto all'ONU, è chiaro che spesso la sua azione non è sufficiente: ad esempio, la spregevole aggressione ai pacifisti della Freedom Flotilla è stata sì condannata, a maggioranza, all'ONU, il che in sè è positivo, ma non sono state decise misure concrete contro Israele, al solito: così è come se si condannasse sì un assassino, ma non gli si comminasse alcuna pena...insomma, c'è qualcosa di fondamentale che non va, anche perchè così non si scoraggiano abbastanza eventuali, futuri atti delittuosi, rendendosene in parte complici. Trovo naturale, così, considerare che sia auspicabile e necessaria una riforma del Consiglio di sicurezza dell'ONU, nella quale non sia limitato a pochi Paesi (e in modo antidemocratico) di avere la possibilità di decisioni determinanti, oltre che di opposizioni paralizzanti (diritto di veto).”

Intervista rilasciata all’agenzia giornalistica iraniana IRNA il 19 agosto 2010 (pubblicata tradotta in farsi, il persiano moderno, sul sito dell’agenzia d’informazione)



Antonella Ricciardi , 19 agosto 2010