Terza intervista ad Antonella Ricciardi condotta dall'agenzia giornalistica iraniana IRNA

IRNA “Gentile Dott.ssa Ricciardi

- Gli Usa noti come uno dei più importanti rivendicatori  dei diritti umani nel mondo, non hanno ancora chiuso le prigioni di “Guantanamo” ed  “Abu Ghraib” nonostante  le richieste della comunita’  internazionale , dell’Onu e anche le promesse  fatte dal presidente Obama.

- Gli Usa non hanno  ancora  aderito alla più importante convenzione sui diritti economici, sociali e culturali che fanno parte dei  più importanti documenti sui diritti dell’uomo.

- Il comitato dell’Onu sui diritti dell’infanzia ha affermato che gli Usa sono uno dei più grandi produttori e distributori della prostituzione dei minorenni e soltanto due paesi, di cui gli Usa, non hanno aderito a questa convenzione.

-Dal 2001 ad oggi 344 persone sono stati uccisi dai manganelli elettrici della polizia americana.    

Lei cosa ne pensa…?”

RICCIARDI “La circostanza che il governo degli Stati Uniti non abbia ancora operato concretamente per chiudere le prigioni di Guantanamo (in una enclave controllata dagli USA, circondata dal territorio cubano) e di Abu Ghraib (nell'Iraq nel quale sono ancora presenti le truppe americane), è una delle più eclatanti riguardo le violazioni dei diritti umani, ma è anche una delle tante...come la punta di un iceberg. Durante l'esame periodico sui diritti dell'uomo, attuato dall'ONU in questo mese di novembre a proposito, stavolta,degli Stati Uniti, questi ultimi sono stati stigmatizzati per il modo con cui combattono i loro nemici esterni con la motivazione della "lotta al terrorismo", per la loro maniera di trattare gli immigrati, per il sistema sanitario che non garantisce del tutto le categorie sociali più fragili (nonostante Obama abbia parzialmente modificato questa situazione), per il nucleare stesso (nonostante gli statunitensi usino spesso criticare l'uso del nucleare degli altri), dato che il governo di Washington non ha ratificato il trattato di non proliferazione nucleare. E' stato criticato anche il sistema della pena di morte negli Stati Uniti, a causa del modo con cui questa viene applicata, pure per il numero sproporzionato di membri di minoranze cui viene comminata. Dato questo controverso uso (e spesso indubbio abuso) della pena capitale, non pochi Stati, tra cui l'Italia, hanno chiesto intensamente al governo di Washington di aderire alla moratoria sulla pena di morte, per giungere poi a una sua possibile abolizione.  Altri argomenti su cui gli Stati Uniti sono stati giustamente criticati sono stati quello delle discriminazioni ai danni delle minoranze di colore e di immigrati latinoamericani, oltre che per la questione delle ingerenze in altri Stati: in particolare, il governo di Cuba ha avuto il coraggio di accusare la politica di Washington di genocidio, dati i danni che l'ignobile embargo statunitense ha prodotto all'isola caraibica. Tornando a Guantanamo, è vero che la sua chiusura era tra le promesse elettorali di Obama, tuttavia è preoccupante che tale promessa non sia stata ancora realizzata, e che proceda a rilento, anche per l'opposizione interna incontrata dal presidente americano. Va detto, comunque, che Barack Obama ha ribadito che la chiusura di Guantanamo ci sarà; certamente, di per sè, questa chiusura è sacrosanta, tuttavia è scoraggiante che l'amministrazione americana non abbia però rinunciato al ricorso ai droni, cioè agli aerei senza pilota che hanno causato centinaia di vittime alla frontiera dell'Afghanistan con il Pakistan. Agli Stati Uniti è stato chiesto anche, pure da parte di Russia e Lega Araba, di aprire un'inchiesta sugli abusi compiuti dalle truppe statunitensi in Iraq e Afghanistan: richiesta particolarmente sensata, a maggior ragione dopo la pubblicazione di una serie di documenti, a fine ottobre, che testimoniano la responsabilità diretta,  e in altri casi la connivenza con elementi locali, degli statunitensi, con una serie di torture e abusi di varia natura commessi in territorio irakeno. Per questi motivi, gli Stati Uniti, che peraltro non hanno appunto aderito, purtroppo, alle più importanti iniziative a favore dei diritti umani, non possono avere l'autorità morale di considerarsi superiori ad altri e di cercare di dettare legge. Il dramma della prostituzione, poi, è frutto anche di atteggiamenti deteriori ed involutivi causati anche da una mentalità troppo materialistica, per la quale si usano le persone solo come mezzi e si svalutano i propri stessi sentimenti, con danno all'anima stessa anche di chi ne usufruisca...comportamento ancora più grave quando coinvolga minori, perchè una società che non difenda i più indifesi, secondo me, rischia di non avere futuro. Per quanto, riguarda, infine, la brutalità di troppi membri della polizia americana, questa è notoria: nel 1991 fece scalpore il caso del nero Rodney King, picchiato e quasi ucciso dalle manganellate della polizia, dato che l'episodio era stato fortuitamente filmato, ma purtroppo casi del genere sono frequentissimi, quasi all'ordine del giorno. Purtroppo, negli USA è diffusa la concezione per cui i poliziotti, per far fronte a delinquenti o presunti tali, debbano essere più delinquenti di loro...per cui non è raro, tra le altre cose, trovare esaltati membri delle forze dell'ordine, autoinvestitisi del ruolo di pseudo-giustizieri da vecchio West, fabbricare prove false contro coloro che ritengono siano da "incastrare".... E' chiaro, così, che per sperare di cambiare il modo di agire di numerosi americani, sarebbe utile provare anche a favorire le basi per una evoluzione spirituale di molti di loro”.

Intervista terminata l’8 novembre 2010



Antonella Ricciardi , 8 novembre 2010