Qunidicesima intervista con Antonella Ricciardi condotta dall'agenzia giornalistica iraniana IRNA (in questo caso, dal direttore dell'Ufficio di Roma, Naghian)
Naghian (IRNA): “Le sono molto grato se potesse esprimere la sua opinione relativa agli avvenimenti recenti causati dalla produzione di un film blasfemo negli Stati Uniti che offende il profeta dell'Islam.

La produzione del film ha causato l'attacco alla sede diplomatica degli Stati Uniti a Ben Ghazi e  l'uccisione dell'ambasciatore degli Stati Uniti .

L'attacco alla sede diplomatica dell'America avviene dopo la pubblicazione del film blasfemo sulla rete You tube.

Il regista del film è  il cittadino americano residente a California, Sam Bacile, che ha una visione estremamente anti islamica. Il film offende il Profeta dell'Islam…

Federico Lombardi direttore della Sala Stampa della Santa Sede nella sua comunicazione ribadisce espressamente il rispetto reciproco per la convivenza pacifica nella società e critica duramente l'offesa ingiustificabile ai valori religiosi musulmani e ritiene comprensibili però non accettabili le conseguenze che questo film blasfemo produce.

Subito dopo la divulgazione del film sono state svolte le manifestazioni davanti le sedi diplomatiche degli Stati Uniti a Il Cairo e Tunisi e nel corso delle manifestazione i manifestanti hanno dato fuoco alla bandiera americana

Dall'altra parte l'autorità americana definisce  il prendere ogni misura e provvedimenti per impedire l'offesa verso altre fedi un atto di violazione alla libertà di parola nella sua costituzione.

Dopo l'uccisione dell'ambasciatore degli Stati Uniti a Ben Ghazi il governo americano ha inviato due delle sue navi militari alle coste Libiche.”

 

Ricciardi: “Penso che la questione sia da considerare su un duplice piano: da una parte, c'è stato un vilipendio contro la religione musulmana, tramite una rappresentazione calunniosa del profeta dell'Islam, rappresentato ingiustamente in quanto, addirittura, pedofilo, immorale con le donne ed a capo si una setta di sicari. Naturalmente, si tratta di una provocazione che va condannata, e senza giri di parole; tra l'altro, risulta che il film sia stato manipolato pure ai danni dei suoi attori, cui dei doppiatori sconosciuti hanno mutato le battute, ed originariamente non era stato presentato in quanto film su Maometto. Credo che le manifestazioni popolari contro il film siano di per sè giuste, legittime, ma che debbano essere pacifiche (cosa che peraltro sono state, in gran parte del mondo musulmano), anche per non fornire argomenti a chi presenta i musulmani in quanto irragionevoli e pericolosi, che considero fosse pure l'intento del regista del film. L'altro aspetto della questione riguarda l'uccisione dell'ambasciatore statunitense a Bengasi, Stevens, avvenuta proprio nell'undicesimo anniversario dell'11 settembre 2001, ed opera, a quanto emerge, di manifestanti che protestavano contro il film blasfemo, ma, a quanto ancora emerge, appartenenti a correnti salafite e/o ad Al Qaeda: insomma, appartenenti a correnti arcaicizzanti, per molti aspetti oscurantiste, che tendono a fornire una interpretazione spesso non "illuminata" dell'Islam, a volte strumentalizzando ingiustamente la religione stessa, con lo strumento del terrorismo. A questo riguardo è il caso di ricordare, purtroppo, che sono stati proprio gli Stati Uniti ed altri Paesi occidentali ad aver appoggiato tra gli oppositori al governo, laico, di Gheddafi, proprio gli estremisti salafiti e di Al Qaeda. Lo stesso ambasciatore Stevens aveva dileggiato la salma di Gheddafi, facendosi fotografare sorridente e con il pollice alzato, in segno di trionfo, di fronte al volto insanguinato dell'ex leader libico, da poco torturato (aveva subito perfino un abuso sessuale) ed assassinato; insomma, in qualunque modo la si pensasse su Gheddafi, penso che l'atteggiamento di Stevens sia stato disonorevole, dato il rispetto che comunque si deve di fronte alla fine della vita terrena di una persona. Almeno da quello che risulta, quindi, emerge che Stevens sia stato a sua volta assassinato proprio dai rivoltosi di Bengasi che aveva appoggiato, ed al cui fianco gli americani erano intervenuti militarmente. Ciò ricorda gli aiuti dispensati dagli americani all'irakeno Saddam Hussein, oltre che al già leader di Al Qaeda, Bin Laden, prima che questi gli si rivoltassero contro... tuttavia, determinate caratteristiche non positive, Saddam Hussein e Osama Bin Laden le avevano anche prima... Ferma restando, quindi, la condanna verso il film sacrilego e da dementi (fatta propria, giustamente, pure dalla Santa Sede, del Vaticano), credo che si debba constatare ancora una volta quanto il governo degli Stati Uniti abbia fatto male ad appoggiare soggetti con trascorsi salafiti e qaedisti, assieme a governi dittatoriali della regione, che hanno represso e reprimono tirannicamente le loro primavere arabe (nello Yemen, in Bahrein, in Arabia Saudita), e che, nel caso del Qatar, pur non avendo un governo democratico, è addirittura intervenuto militarmente in Libia a fianco della NATO, con la scusa di imporre all'esterno una democrazia che non ha al suo interno... Si tratta, insomma, di governi che accettano solo l'aspetto tecnologico della modernità, e non anche un pluralismo libertario e tanti diritti inalienabili per le loro stesse popolazioni...



Antonella Ricciardi , Intervista ultimata il 14 settembre 2012, e visualizzabile sul sito della IRNA al seguente collegamento: http://www.irna.ir/fa/News/373182/ف&