Dialogo con Savatore Conese

Una  testimonianza densa di amore e valorizzazione della vita, riscoperta maggiormente in seguito ad una doppia disgrazia, che ha leso gravemente la salute e la qualità fisica della vita: questi sono alcuni dei temi primari che emergono in questo dialogo con Salvatore Conese,  di origine pugliese, residente nel Pavese, autore di un intenso libro, "Il fiore dell'agave", edito con la casa editrice Ferraro,  nel quale affronta la tematica della disabilità, ma anche della mala-sanità e dell'essersi sentito tradito dall'iter giudiziario, che non gli ha garantito giustizia nè chiarezza. All'epoca di poco precedente all'incidente, Salvatore era un adolescente intelligente ma irrequieto e vivace, dalla vita piena di emozioni. La prima disgrazia fu dovuta, comunque, sostanzialmente ad una fatalità involontaria, con esiti seri, ma non di una gravità massima: rimasto semiparalizzato dopo un incidente con un motorino, le possibilità di un recupero, almeno parziale, della parte più provata del corpo erano discrete; una seconda disgrazia,  nello stesso anno, il 1990, cui Salvatore sopravvisse contro quasi tutte le previsioni, aveva, invece, fatto precipitare la situazione: una misteriosa caduta da una finestra dell'ospedale, dopo una lite con un infermiere dai modi brutali e disattenti, che lo trattava come "una bambola di pezza", e  che, al culmine di una lite, gli aveva anche gridato: "Creperai qui!"...una caduta, inoltre, avvenuta mentre Salvatore non poteva reggersi in equilibrio, essendo emiplegico, da una finestra lontana oltre 10 metri da quella della sua stanza di ospedale, e dopo la somministrazione di un sedativo oggi vietato, che aveva fatto perdere conoscenza all'allora diciassettenne Salvatore. Nonostante, quindi, la non credibilità, a lume di logica, di un incidente in cui il personale dell'ospedale non avesse responsabilità, quale che fosse (quantomeno nella mancata sorveglianza, se non direttamente nella caduta), Salvatore Conese non si è visto riconosciuto un risarcimento e vive con una misera pensione... la sua ricchezza è soprattutto l'amore della famiglia e dei pochi amici che gli sono rimasti accanto. Eppure, nonostante la situazione angosciosa, Salvatore Conese riesce a trasmettere serenità, affiancando all'essere riuscito a convivere con la sua disabilità,la speranza in dei miglioramenti;  ed i suoi progressi, rispetto alla situazione iniziale, sono stati importanti: pur attualmente ancora tetraplegico, è riuscito a recuperare la possibilitàdi parlare ed a tornare a respirare in modo autonomo, senza un respiratore... Colpiscono diverse sui considerazioni profonde, tra cui quanto chi viva in condizioni normali e positive di salute spesso non si renda conto della sua ricchezza, e spesso si arrabbi per cose di poco conto, e quanto, tuttavia, vi siano anche situazioni in comune tra persone in salute e con disabilità gravi: si è comunque impotenti per lo scorrere del tempo, per il decesso di persone care, ecc...eppure, neanche in questi casi si rinuncia alla volontà di vivere.  Rimane molto vivo anche il temperamento di Salvatore, nella cui casa ama avere immagini di belle ragazze, ed immagini sacre che invitano alla speranza, tra cui quella della Madonna e di Padre Pio. Di grande importanza è il suo appello per un miglioramento vero delle condizioni delle persone con disabilità, a partire dalla richiesta, per sè e le persone nelle sua condizioni, di una esenzione vera per il costo dei farmaci e per un aumento serio della pensione per persone con rilevanti problemi di salute.

Ricciardi:  "Sei autore di un libro dal contenuto a tinte forti: insieme delicato e sconvolgente, doloroso eppure bello... puoi esprimere alcuni dei messaggi più importanti che hai voluto trasmettere con tale opera? "

Conese:" Intanto, il  messaggio che voglio trasmettere principalmente è che il rispetto della vita, in qualunque forma si presenti, è giusto che ci sia, poichè chi ha il diritto di togliere la vita è Dio, e nessun altro. Poi ho voluto comunicare l'amore e il rispetto di te stesso, ma soprattutto il rispetto delle persone che ti circondano. "

Ricciardi: "Hai conosciuto personalmente casi di mala-sanità e di mala-giustizia: consideri di avere compreso di più se ci siano meccanismi perversi ricorrenti in queste situazioni? Mi riferisco non solo al tuo caso specifico, ma anche ad altri che tu possa ritenere, almeno in parte, simili... "

Conese: "Riguardo l'aspetto della malasanità, la mia, più che una domanda al riguardo, è una certezza che vi sia stata: ti chiedo e vi chiedo, ma può una persona emiplegica (ciò che non ha assoluto equilibrio e sostegno da un lato ) percorrere in un battibaleno l'uscita dalla propria stanza? Calcola, con la guardiola infermieristica davanti alla porta della propria stanza, come può uno non essere visto da nessuno, fare poi, percorrere 12 metri di corridoio, essendo libero da sguardi? Poichè, se ci fosse stato qualcuno, sicuramente tutto ciò non sarebbe potuto succedere: cioè, appunto, percorrere il corridoio, entrare in un'altra stanza misteriosamente vuota, e poi così, per fatalità, aprire la finestra e cadere giù facendo un volo di m 17? Mah! Mah! Io non la vedo reale questa scena... sembrano strane o no tutte queste fatali congruenze? Cioè, mi spiego: si può lasciare incustodito un soggetto a cui viene somministrato un sedativo (ora fuori legge) e non si accertano gli effetti che avrebbe potuto avere lo stesso psicofarmaco? Strano, vero?
Come secondo aspetto, mi fa sorridere e ridere di crepacuore per le bestialità che si sentono di questi non abbastanza lucidi, incompetenti, strani giudici, perchè il più delle volte, vuoi per l'età, vuoi per la raccomandazione, di legge e giustizia non ne capiscono nulla. Ah! Scusami tanto per la parola colorita ma molto azzeccata, perchè non riesco a capire come fanno e si avvalgono di una forma di giudizio. Ma la cosa che più mi imbestialisce, è quella che grazie ai loro sbagli non debbano mai pagare, visto che guadagnano tantissimo quando le sentenze sono sbagliate, nonostante rovinino l'esistenza dell'individuo. "

Ricciardi: "Hai vissuto una disgrazia fisica tra le peggiori, eppure, nonostante ciò, i tuoi progressi sono stati notevoli rispetto alla tua condizione iniziale: adesso in che modo si presenta la tua situazione? Ci sono problematiche che riguardino te e le persone nelle tue stesse condizioni che, con  una maggiore attenzione ai diritti sociali, da parte dello Stato, potrebbero essere almeno attenuate? Penso, ad esempio, ad un tuo possibile parere sull'entità delle pensioni per invalidità, alle barriere architettoniche, ed ad eventuali altri situazioni... "

Conese: "Come terzo punto, anche qui ce ne sarebbero tante di cose da fare e da dire: ad esempio, evitare di fare sopravvivere una persona disabile con una pensione poverissima e ridicola di euro 286. Poi sentiamo dire che, io come "disabile grave", sono esentato da tutto. Ma non è vero nulla! Perchè? Ma perchè, intanto, ci sono molti prodotti e servizi, e una parte, se li vuoi o ne hai bisogno, te li devi pagare, o quanto meno in parte pagarli... se va bene, ti restituiscono un piccolo risarcimento; molti servizi, poi, non te li passano proprio, quando basterebbe veramente poco per  fare il modo che chi è disabile, non debba, oltre a vivere la propria condizione, o quella di qualche caro, sopravvivere con pensioni cos“ POVERE, quando molte volte sentiamo dire anche che i soldi non ci sono, mentre sentiamo anche, invece, che questa gente ha pensioni ricchissime... Ma si può campà così? La parola giusta che, invece, ci vuole, è "rispetto". "

Ricciardi: " Hai particolari propositi nuovi ed aspettative che desideri si possano realizzare nel tuo prossimo futuro, di cui vorresti farci partecipi?"



Conese: "Per il futuro, mi piacerebbe che per legge sia data la giusta dignità e il rispetto a tutte le persone di qualsiasi età ed una giusta pensione, di un giusto vivere e di un' esenzione particolare per portatori di handicap gravi. Che finiscano di rubare soldi al popolo e incomincino a stanziare un po' di più a i casi fisici e mentali gravi... Ecco questa è la mia proposta ai politici." Introduzione e quesiti di Antonella Ricciardi [Questo servizio è stato pubblicato sull'edizione on line del giornale Dea Notizie, sui giornali telamatici Caserta24ore, Corriere di Aversa e Giugliano, sul giornale in carta stampata L'Altra Voce (mensile) e sul trimestrale La Civetta (giornale in carta stampata), Giustizia Giusta (mensile in carta stampata e pdf)]



Antonella Ricciardi , Intervista ultimata nei giorni 31 ottobre-1° novembre 2015