Intervista ad Ivan Suen

Ivan Suen, interprete

Nell'intervista che segue, Ivan Suen, fondatore e direttore del C.I.A., cioè del Centro Italiano Attori (http://www.centroitalianoattori.com/), descrive i principali motivi dell'attenzione della sua fondazione per il caso di Carlo Parlanti, italiano detenuto da anni negli Stati Uniti, nonostante le sue responsabilità in merito alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto siano più che dubbie. Infatti, per il 15 ottobre è prevista una serata speciale milanse del CIA dedicata a Carlo Parlanti, che integrerà teatro e dibattito politico. Attore soprattutto di teatro, le cui migliori prove sono state messe in atto con l'interpretazione di scritti di Luigi Pirandello, il milanese Suen è anche autore di testi letterari: soprattutto di poesia e di rivisitazione di parte dell'opera di Oscar Wilde. Inoltre, Ivan Suen, già esperto in materie quali la fotografia, la psicologia del colore, la pubblicità, è impegnato nell'insegnamento del teatro, oltre ad aver dato prove di successo in televisione (con la partecipazione alla soap opera "Vivere") ed al cinema (con la partecipazione al fil "Cuore sacro" del regista turco Ferzan Ozpetek).

1) Quali sono i principali aspetti del caso Parlanti che l'hanno convinta della sua innocenza?

R: La vicenda di per sé appare subito piena di aspetti incongruenti, ma le foto e alcune dichiarazioni della Mc White [l’ex fidanzata americana di Carlo Parlanti, che lo aveva accusato di violenza carnale, n.d.R.] mi hanno fatto pensare seriamente sull’innocenza di Carlo Parlanti. La cosa ancora più inquietante che mi fa dubitare sulle dichiarazioni della McWhite è che non ricorda, o ritratta, la data della presunta violenza sessuale. Mi chiedo da uomo: “come può una donna dimenticare o essere insicura sulla data di un fatto che credo tocchi profondamente la sua integrità fisica e psichica, quale una violenza sessuale subita?”


2) Può indicare quali siano le caratteristiche che rendano il vostro spettacolo teatrale sul caso di Carlo Parlanti particolarmente originale e di spessore?

R: Il primo incontro con Carlo Parlanti è stato grazie all’associazione “Prigionieri del silenzio” che si occupa appunto del caso “Parlanti”, che mi richiedeva, in quanto C.I.A Centro Italiano Attori, un attore per rappresentare un testo che tratta la storia di Carlo Parlanti. Naturalmente chiesi subito ad uno dei nostri attori professionisti, Gabriele Milia, scelto da me per le sue doti particolari di attore, se si voleva occupare di questo spettacolo da rappresentare a Montecatini. Originale e di spessore perché faremo vedere una rappresentazione di una storia di vita vissuta di un uomo che ancora oggi rimane nella condizione dello spettacolo che verrà rappresentato.


3) Il 15 ottobre è prevista una grande serata milanese della vostra associazione, il CIA (Centro Italiano Attori) sul caso Parlanti, che prevede, oltre alla messa in atto dell'arte del teatro, anche un dibattito, cui parteciperanno, tra gli altri, la compagna di Carlo, Katia Anedda, l'esponente di A.N. Marco Zacchera, ecc... Può fornire maggiori notizie al proposito?

R: La prima volta che un talk show tocca uno spettacolo teatrale, una vicenda di fatti e realtà vera, con dibattito e discussione. La serata infatti si intitola Caso Carlo Parlanti “Realtà o finzione”. Lo spettatore si troverà immerso fin da subito in un coinvolgimento totale, ben lontano da una fiction, trovandosi lui stesso al centro dell’avvenimento. Lo spettatore sarà avvolto in un manto di input sensoriali, grazie al respiro dell’attore che gli passa accanto, al video proiettato di fronte e alla voce di Carlo che attraversa la sala partendo dagli altoparlanti alle spalle del pubblico. Assisteremo per la prima volta alla fusione tra pubblico teatrale e spettatore di talk show. Gli argomenti della discussione del talk show riguardano: excursus storico sulla vicenda attraverso la visione di prove, referti, dichiarazioni e atti pubblici; condizione psicofisica di Carlo Parlanti; diritti dei detenuti.


4) Riguardo, invece, gli interpreti ed in generale chi abbia preparato questo spettacolo, può darci dei particolari significativi?

R: Trattandosi di una storia vera, l’attore Gabriele Milia ha potuto interagire realmente con il protagonista di questa vicenda, cogliendo a fondo le sfumature interpretative da mettere in atto. Gabriele Milia spiegherà direttamente cosa deve fare e affrontare un attore quando viene chiamato a fare il suo mestiere. Il C.I.A Centro Italiano Attori costruisce questo spettacolo anche per dichiarare la necessità nel mondo dell’interpretazione a un lavoro attoriale serio e professionale.

[Questo articolo è stato pubblicato sui giornali Dea Notizie, Qui Calabria, Caserta24ore, Corriere di Aversa e Giugliano, Rinascita, Italia Sociale, Ciao Italia]



Antonella Ricciardi , 11 ottobre 2008