Intervista a Ernesto Ferrante

Ernesto Ferrante, 26 anni, studente universitario di Giurisprudenza, è dirigente nazionale del Fronte sociale Nazionale. Ricopre per questo partito la carica di coordinatore regionale e componente della direzione nazionale. Inoltre, nell'ultimo congresso del Fronte, ha fatto parte della Commissione Tesi Politiche. In questo articolo, Ernesto Ferrante illustra i motivi di divisione che tutt’ora esistono nella coalizione Alternativa Sociale, sottolineando inoltre che un errore rilevante della Mussolini è stato astenersi alla Camera sulla fiducia al governo Berlusconi bis: la posizione corretta per lui era quella del voto contrario a Berlusconi, col quale le formazioni di derivazione fascista non devono collaborare, date le radicali diversità reciproche. Per Ernesto Ferrante bisogna quindi o che il Fronte esca da Alternativa Sociale o che Alternativa Sociale e soprattutto la Mussolini agiscano in modo più conforme ai valori dell’area.

D.) Fino a poco tempo fa eri più fiducioso per Alternativa Sociale ed eri anche favorevole ad un eventuale maggiore avvicinamento che avrebbe riunito i quattro partiti che la costituiscono, a favore di un assetto confederativo. Adesso sei più scettico su questa eventualità: quali sono i motivi che ti hanno fatto modificare posizione?


R.) Il motivo principale è che dalle europee in poi non è stato fatto nulla in realtà per riempire questo contenitore di contenuti politici. Non è stata sfruttata la grande occasione che ci hanno dato le europee, non è stata fatta politica sui territori, non sono state fatte battaglie sociali che dovevano costituire in realtà la spina dorsale di Alternativa Sociale, ma ci si è legati troppo alla presunta mediaticità della Mussolini. Chè poi è una cosa che non ha portato nulla, anche perchè l'eccessiva personalizzazione della politica è qualcosa di funzionale ed organico al sistema bipolare e maggioritario, per cui col nostro modo di vedere e d'intendere la politica c'entra ben poco: anche perchè, come ha detto più volte Paolo Signorelli, bisognava riempire questo contenitore di significati, bisognava e bisogna, secondo quello che dice Paolo Signorelli, ed io condivido in pieno questa tesi, fare agitazione e provocazione culturale. A proposito ancora di Paolo Signorelli, mi fa piacere citare questa sua frase, molto condivisa da me e dal Fronte: "Noi abbiamo il compito di coltivare anime e di farci <<lievito>> per ricreare un senso nuovo della politica, superando la raffigurazione di parte in direzione di un obbiettivo comunicabile, chiaro, comprensibile: Un Movimento Antagonista di Liberazione Nazionale. Un altro pensiero nel quale ci rispecchiamo molto noi del Fronte è questo, del maestro di pensiero di destra radicale Franco Giorgio Freda: "Noi non conserviamo santini unti di patina agiografica, nè proseguiamo le esperienze concluse e gli esperimenti esauriti dai movimenti nazional-rivoluzionari del passato. Noi rappresentiamo invece un nuovo segmento sulla medesima linea retta, punti successivi che subentrano ai precedenti nello stesso significato in loro racchiuso, provvisori quanto i precedenti negli atti e nelle opere, <<provvidenziali>> quanto i precedenti nei compiti e nelle funzioni". (Citazione tratta da "Professione d'identità", Risguardo IV, 1985, a pagina 12).

Ernesto Ferrante


D.) Quali dovrebbero essere le misure da adottare per un eventuale rilancio della coalizione Alternativa Sociale? E se venissero attuate saresti favorevole ad un assetto confederativo per questa alleanza?

R.) Al momento non sono molto fiducioso, anche perchè per opera di Alessandra Mussolini e di Roberto Fiore si sta perseguendo l'angusta strada, purtroppo, ancora una volta della destra nazionale, che è una formula costruita su misura negli anni della Guerra Fredda dagli apparati filoatlantici, e che purtroppo è stata attuata sopra la testa di tanti persone che ci credevano, e in realtà ha trovato degli esecutori molto compiacenti nel vecchio Movimento Sociale che tanto si decanta....

D.) Nel senso di valorizzare l'anticomunismo molto più dell'antiamericanismo, cioè una scivolata verso un conservatorismo duro?

R.) Certo, diciamo pure in una posizione reazionaria che in realtà non ha portato nulla, anzi ha fatto sì che quel Movimento Sociale, a detta di tanti tanto glorioso, fosse diventato la guardia bianca del sistema, e poi è ulteriormente diventato, coerentemente e tristemente, Alleanza Nazionale, cioè la tomba della nostra dottrina di riferimento.

D.) Una delle differenze che più viene sottolineata all'interno di Alternativa Sociale è quella tra l'ispirazione spirituale prevalentemente cattolico-tradizionalista di Forza Nuova e quella più laica e neopagana propria del tuo partito, il Fronte. Essendo però questioni più personali e di coscienza, si potrebbe evitare che divengano motivi di divisioni? Anche considerando che l'ispirazione per lo più cristiana di Forza Nuova non ha impedito a questo partito di schierarsi contro Bush a proposito dell'aggressione all'Irak, e, per fare un altro esempio tra i diversi possibili, anche dopo la disapprovazione della posizione da parte di Forza Nuova verso l'islamico Adel Smith contrario all'esposizione dei crocifissi nei luoghi pubblici, nel 2003, ci sono stati alcuni italiani islamici candidati a Napoli con Forza Nuova, sia pure in quanto caso sporadico.... E' possibile, dunque, che rimangano questioni personali e puramente di tipo spirituale, culturale?

R.) Così dovrebbe essere, ma purtroppo non è, anche perchè abbiamo visto l'atteggiamento poi proprio in merito ai quesiti referendari del 12 e 13 giugno, per cui lì questo confine che ci dovrebbe essere tra Stato e Chiesa in realtà è stato valicato in modo anche abbastanza inaspettato da parte soprattutto non di Roberto Fiore, che aveva già manifestato chiaramente le sue intenzioni, ma da Alessandra Mussolini e da tanti altri che hanno preso una posizione che ci ha lasciati un po' perplessi: anche perchè è proprio assurdo, nel 2005, fare troppo una bandiera di qualcosa che è più di coscienza e personale, non è condivisibile metterlo troppo in primo piano. Questo anche perchè è avvenuto in seguito ad un vero e proprio diktat del cardinale Ruini cui tutti quanti questi, coerentemente ed incoerentemente, si sono accodati.

D.) Questo colpisce soprattutto nel caso della Mussolini, che era più laica: che ne dici?

R.) Certo. Abbiamo visto addirittura, negli ultimi giorni, la posizione clamorosa di Rutelli che un tempo era del partito radicale, le cui battaglie su questi temi sono andate in tutt'altra via. La posizione di Rutelli è confliggente anche con quella della moglie, la giornalista Barbara Palombelli: anche se di questo non tanto c'importa, è qualcosa di simpatico addirittura

D.) Ed anche di simbolico. Nel Fronte sociale Nazionale qual è la tua corrente e per quali motivi l'hai preferita?

R.) Per un certo periodo di tempo nel Fronte si è parlato di correnti. La corrente denominata sinistra nazionale è la mia.

D. ) E' la corrente che valorizza la corrente di sinistra del fascismo, più legata alle origini sindacaliste e rivoluzionarie?

R.) Sì, mi sento legato a quel tipo di fascismo, al quel tipo di movimento.

D.) Quindi sei vicino soprattutto al fascismo pregovernativo ed a quello di Salò?

R.) Sì, i punti di riferimento sono soprattutto in Nicolò Giani, Nicola Bombacci, e poi in Beppe Niccolai e Antonio Carli, fino ai giorni nostri in Stelvio del Piaz, che attualmente sento molto vicino, e che è stato un giovane repubblichino della prima ora: ha un pensiero in cui io mi ritrovo pienamente. Adesso non si può più parlare, e questo lo dico anche con gioia, di un gioco di correnti o di divisioni correntizie all'interno del Fronte, perchè nell'ultima direzione nazionale è stata trovata una sintesi tra le varie posizioni, ed è stata rinnovata pienamente la fiducia al nostro segretario nazionale.

D.) Quindi, mentre Alternativa Sociale per molti aspetti ha sempre parecchie divisioni, il Fronte si è ricompattato?

R.) E' compattissimo in queste posizioni, anche perchè alla fine ci si è poco capiti perchè non ci sono state tante occasioni per vedersi e per parlarsi chiaramente. L'ultima direzione nazionale è stata nervosa, tirata, ma anche ricca di contenuti: alla fine è così rinata quell'idea forte del Fronte che conoscevamo e che ha portato molti di noi a dire, a sottolineare, che a differenza di Forza Nuova di Roberto Fiore e di Azione Sociale di Alessandra Mussolini, prima denominata di Libertà di Azione, che sono due movimenti, due promanazioni dei due rispettivi leaders, il Fronte ha di più le caratteristiche di un vero e proprio partito, che ha un progetto, ha un modello di sviluppo che propone Modello da confrontare in un dibattito aperto con tutte le realtà associative, movimentiste e sociali che intendano guardare ad un futuro nuovo e non vogliano rimanere ancorati a quelli che sono vecchi schemi e vecchi pregiudizi. Per cui il Fronte dice una cosa: la democrazia postbellica ha fallito, il marxismo applicato ha fallito, il liberismo sta implodendo in una crisi economica devastante, per cui il progetto socializzatore in realtà ha ancora tante potenzialità da esprimere. E quindi bisogna confrontarsi appunto col fascio di forze sociali e autenticamente antagoniste che in realtà ci sono come movimenti, come associazioni, ed è proprio a loro che bisogna rivolgersi alla fine, e non coltivare solo il proprio orticello, e bisogna del tutto evitare di diventare la piccola propaggine reazionaria della Casa delle Libertà.

D.) In che modo interpreti la bocciatura espressa dalla stragrande maggioranza del popolo francese nei confronti della Costituzione europea?

R.) L'analisi mia, e più in generale del Fronte, è che innanzitutto bisogna fare un'analisi del no dei francesi e degli olandesi. Il no dei francesi, per quanto si evince da un'analisi proprio zona per zona, provincia per provincia, è un no fortissimo alla Costituzione europea, proveniente soprattutto dalle campagne, dalle periferie, dalle borgate....

D.) Quindi, soprattutto dalle zone proletarie, il referendum ha assunto le caratteristiche di un no di popolo. A cosa pensi si debba?

R.) E' rilevante, per contro, che il sì sia venuto soprattutto dalle zone borghesi, ancora una volta a dimostrare che il popolo in realtà si sente anni luce distante da questa idea d'Europa che ci è stata imposta, che è una Europa dei banchieri, dei burocrati, dei faccendieri, della finanza che in realtà è asservita agli interessi mondialisti e massonici. Per queste ragioni, l'Olanda ha seguito a ruota la Francia e adesso sarebbe opportuno che anche in Italia si facesse questo referendum.

D.) Infatti, un referendum su questa questione stava venendo proposto da un'organizzazione di sinistra alternativa, il Campo Antiimperialista. Pensi ci siano molte speranze che l'iniziativa vada in porto?

R.) Ho sentito anch'io di questa iniziativa, ma purtroppo non sono molto ottimista sul suo successo.

D.) Berlusconi si oppone molto ad ogni ipotesi di referendum su questa materia, dicendo che l'Italia si è già espressa attraverso il Parlamento. Ritieni sia il principale ostacolo, questo?

R.) Mah, vedi, ostacoli lo sono un po' tutti tra Casa delle Libertà ed Ulivo, perchè hanno cominciato a dire che questi non sono temi da sottoporre a referendum.

D.) Eppure vengono sottoposti a referendum argomenti di bioetica quali quelli sulla fecondazione assistita, e non questi di tipo molto più politico. Ci trovi delle incongruenze?

R.) Certo, poi bisogna dire anche un'altra cosa: che Italia è passato, sotto il silenzio di molti, un insieme di leggi in Parlamento che in realtà impediscono di rendere oggetto di referendum tali materie.

D.) Non è molto democratico... Lo pensi anche tu?

R.) Infatti. Ciò porta a degli accordi vincolanti ai quali l'Italia non può assolutamente sottrarsi. Io non credo perciò che si arriverà a questo referendum, perchè c'è un insieme di forze di destra e di sinistra che vi si oppongono, che costituisce un blocco fortissimo.

D.) Non rinunci tuttavia ad auspicare questo referendum?

R.) Certamente non vi rinuncio.

[Questo articolo è stato pubblicato sul giornale il Quotidiano di Caserta]



Antonella Ricciardi , 4 giugno 2005