Seconda intervista a Renato Carfora

Alessandra Mussolini e Renato Carfora

“Renato Carfora: ieri, oggi e domani", con questo slogan spesso si esemplifica, nel mondo della destra radicale, l'impegno di Carfora nell'area nazionalpopolare, prima nel M.S.I., dove era parte della corrente di Pino Rauti, particolarmente contraria ad istanze filoamericaniste e filosioniste, poi in Alleanza Nazionale dal 1995 al 2002, fino al gruppo di Alessandra Mussolini, già Libertà di Azione ed attualmente Azione Sociale, parte della più ampia coalizione Alternativa Sociale, comprendente anche Forza Nuova di Roberto Fiore ed il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher. Renato Carfora ha fatto tre campagne elettorali per Alessandra Mussolini, la prima volta ai tempi della militanza missina, su richiesta del da poco scomparso Romano Mussolini, la seconda volta contro la discriminazione interna ad A.N. nei confronti della signora Mussolini, che prima era servita e poi aveva cominciato a pesare nel partito, la terza è di questi tempi. Imprenditore libero di San Felice a Cancello, 58 anni, sposato e con due figlie, Renato Carfora concede questa intervista sui principali temi concernenti la sua candidatura nel Collegio Campania due e, più in generale, riguardo gli sviluppi interni ad Alternativa Sociale dopo il patto elettorale con la CdL, motivato anche dal supporto alla nuova legge elettorale proporzionale, considerata meno ardua per i piccoli partiti.

D.) Fino a pochi giorni fa eri al primo posto tra i candidati di Azione Sociale nel collegio Campania due dopo Alessandra Mussolini, ma dal primo marzo la tua candidatura è slittata al quinto posto, data la scelta dei vertici del partito di Alessandra Mussolini di privilegiare i fuoriusciti da Alleanza Nazionale per incentivare tali uscite, rispetto ai fedelissimi dalla prima ora. In particolare, al tuo posto è subentrato, candidandosi per la Camera, il noto avvocato Franco Cardiello, già deputato in varie legislature e già segretario della Commissione Giustizia. Puoi spiegare di più i motivi per cui ciò sia avvenuto e la tua posizione in merito?


R.) Non ho remore a dire come si sono svolti i fatti: praticamente noi avevamo un lavorio da fare per stabilire quello che era il posto di privilegio dietro il capolista alle province di Napoli, Salerno, Benevento e Caserta. In questo primo round sono riuscito a prevalere, prospettando una progettualità, mettendo in campo il fatto che il territorio casertano veda radicato il voto a destra, e quindi il voto tradizionale ex M.S.I.. Dopodichè, ho portato le candidature a Roma, così come era stato stabilito. Proprio mentre stavo portando tali candidature, tuttavia, era nata questa possibilità d'ingresso di gente che veniva da Alleanza Nazionale e non solo, anche da altri partiti. Al ragionamento che mi è stato fatto dalla leader nazionale non ho potuto non accondiscendere, perchè mentre noi prevedevamo una percentuale che potesse andare attorno all'1,5% , l'1,6, 1,7%, con questi ingressi mi è stato prospettato che c'era la possibilità di elevare Alternativa Sociale a delle percentuali più alte. Non ho fatto fatica ad adeguarmi, sempre per quello spirito di gruppo, di appartenenza, di sacrificio, anche un poco umiltà ha giocato a questo riguardo, perchè forse mi sentivo investito di una cosa che era anche più grande di me.


D.) Quindi ciò è stato per te un atto dettato da spirito di sacrificio, di abnegazione: pensi che solo il tempo possa dire se i vertici del partito abbiano avuto ragione o meno?


R.) Appunto. Io ho lasciato libertà perchè alla domanda: "Tu che pensi?", io ho riposto che a me andava bene che crescesse il partito. Penso ci saranno altre occasioni per me riguardo un obbiettivo di quel livello.


D.) Dopo l'accordo elettorale con la CdL, in che modo ritieni che Azione Sociale possa tutelare le sue peculiarità ed i suoi valori fondanti? Pensi, in particolare, che il suo ruolo possa essere simile a quello di Rifondazione Comunista nell'Unione, simile, cioè, ad un ago della bilancia della situazione politica?


R.) Assolutamente c'è una differenza tra noi e Rifondazione e più in generale con la sinistra: noi siamo motivati da sempre da alcuni valori incancellabili. Rimaniamo distanti da Alleanza Nazionale, per cui tuteliamo certi ideali, ma il pensiero di accomunare Alternativa Sociale alla CdL era un fatto quasi naturale, cui non hanno però pensato i partiti tradizionalmente di destra, come A.N., ma ci ha pensato Silvio Berlusconi, per cui noi abbiamo un rapporto con il leader della Casa delle Libertà, non con i partiti vari di quella coalizione.


D.) Sei stato al fianco di Alessandra Mussolini fin dalla fondazione del suo partito, chiamato inizialmente Libertà di Azione, ed attualmente Azione Sociale: quali sono stati i motivi più di spessore che ti hanno spinto ad abbandonare Alleanza Nazionale, e quindi quali sono le peculiarità di Azione Sociale rispetto ad A.N.?


R.) Guarda che si hanno stimoli, si ha voglia di fare, si ha impegno, quando si parta da una posizione non di zero, ma si prendano le mosse per riaffermare certi valori: diciamo che altri rispetto a noi hanno disatteso questi valori.


D.) Fondamentalmente avete quindi radici comuni e differenze riguardo il modo in cui si sono poi sviluppate le successive vicende?


R.) Certamente, ed aggiungo che poi il nostro accordo con la Casa delle Libertà, anche attraverso il presidente Berlusconi, è stato dettato dal volere inserire sette-otto punti importanti, e tra questi voglio sottolinearti quello che guarda con attenzione alla famiglia, al sostegno alla famiglia. Siamo attenti al pianeta donna, la quale, nel momento in cui concepisce un figlio, deve avere lo Stato che si faccia carico di sostenerla anche economicamente oltre che socialmente.

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D.) Avete quindo al centro la valorizzazione anche dello Stato sociale riguardo la famiglia ed i bambini?


R.) Sì, diciamo che è una sorta d'incentivo affinchè la famiglia si senta sotto l'attenzione della politica e di conseguenza sia spinta a ripopolare l'Italia anche d'italiani e non solo di stranieri: tanto più che alla fine proponiamo pure un Ministero dell'Infanzia, che è qualcosa di simile a ciò che tanti anni fa si chiamava Opera Nazionale Maternità ed Infanzia, che produsse dei grandi risultati. Del resto questo ricorda il tempo in cui, appunto in epoca fascista, chi faceva dei figli veniva premiato.


D.) All'epoca colpì anche perchè prevedeva la stessa assistenza anche a favore delle ragazze madri, trovi?


R.) Sì. Noi del resto abbiamo detto che la donna va aiutata economicamente con l'incentivo di almeno 400 euro al mese, dal momento del concepimento fino al terzo anno di età del bambino


D.) Quali sono i punti essenziali del programma che proponi per il territorio campano?


R.) Sempre nei punti che noi abbiamo inserito nel programma generale della Casa delle Libertà vi è l'istituzione di quella famosa Banca del Sud, che deve servire realmente, e non a chiacchiere, come invece ha fatto la sinistra, a sostenere la piccola impresa, il piccolo artigiano...


D.) Ciò anche magari rispetto ai supermercati, alle multinazionali?


R.) Sì, guardando a quelle che sono le peculiarità di ogni singolo paesino della Campania, perchè c'è la tendenza ad uscire fuori, a portare l'economia fuori, verso queste grandi catene di distribuzione che sono anche per la maggior parte straniere, per cui s'impoverisce un poco sia il territorio campano che il territorio nazionale intero.


D.) Inizialmente la Mussolini aveva rinunciato a candidarsi per solidarietà verso Fiore e Tilgher, contro la cui presentazione alle elezioni erano stati posti dei diktat soprattutto da parte di Gianfranco Fini. In seguito, su insistenza di Berlusconi, Alessandra Mussolini si è poi candidata. Puoi indicare in che modo la Mussolini garantisca a Fiore e Tilgher un rapporto paritario e non subordinato in Alternativa Sociale?


R.) Con la candidatura di Alessandra Mussolini, Fiore e Tilgher non hanno perso niente: ciò perchè l'accordo di massima per le candidature è stato stilato proprio insieme a questi due suoi alleati. Per cui nella campagna elettorale ci saranno tutti e tre i leaders, che s'impegneranno per la propaganda. Le tre forze sono rappresentate paritariamente... Io poi, sono appunto scivolato al quinto posto mentre le tre forze, Azione Sociale, Forza Nuova ed il Fronte Nazionale, sono rappresentate nella stessa percentuale. Non è quindi che Azione Sociale abbia dieci candidature e Forza Nuova otto o sette ad esempio: tutti si presentano paritariamente sia al Senato che alla Camera, tanto è vero che gli ingressi che ci sono stati sia alla Camera che al Senato qui in Campania erano ad appannaggio la prima di Azione Sociale, ma la seconda era di appannaggio di Forza Nuova, per cui all'interno di questa formazione è rappresentata Forza Nuova al Senato ed Azione Sociale nel collegio Campania uno. Tutti e tre i partiti sono rappresentati in tutti i collegi in eguale misura, in egual numero di posti di responsabilità.


D.) In cosa consiste il tuo programma per le elezioni amministrative del casertano?


R.) Per le elezioni amministrative di Caserta è mia intenzione, ma dettata da un fatto proprio culturale, quella di formare una lista per quella occasione, con una maggioranza di quote rosa, perchè ritengo che, in un momento così particolare anche per la gestione della cosa pubblica, ci debba essere quella che è stata la madre di famiglia e che gestiva l'andamento della casa: cioè in linea di massima dico che se la donna nella vita degli anni passati ha dimostrato di essere buona amministratrice in casa, lo sarebbe altrettanto per la cosa pubblica, e poi è meno corruttibile degli uomini...

[Questo articolo è stato pubblicato sul giornale il Quotidiano di Caserta]



Antonella Ricciardi , 12 marzo 2006